In questo articolo, esploreremo in modo semplice e non tecnico cosa significa la soglia di povertà, perché è importante calcolarla e come può essere presentata al giudice nel contesto delle procedure da sovraindebitamento.
Cos’è la soglia di povertà assoluta e dove si trova
La soglia di povertà assoluta rappresenta il limite al di sotto del quale un individuo o una famiglia si trova in una situazione di povertà. È un indicatore utile per valutare il livello di benessere economico di un individuo o di un nucleo familiare. Questa soglia varia in base a diversi fattori come la composizione del nucleo familiare e il reddito disponibile.
In Italia, l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) determina annualmente la soglia di povertà, prendendo in considerazione vari parametri socio-economici. È possibile calcolarla sul sito dell’ISTAT, che mette a disposizione un calcolatore ufficiale aggiornato ai valori dell’anno di riferimento.
Povertà assoluta e povertà relativa: che differenza c’è
Quando si parla di “soglia di povertà” si fa riferimento a due indicatori distinti, ed è importante non confonderli:
- Povertà assoluta: è la spesa minima mensile necessaria per acquistare un paniere di beni e servizi considerati essenziali (alimentazione, abitazione, vestiario, ecc.). Una famiglia è in povertà assoluta se la sua spesa per consumi è pari o inferiore a questo valore. È l’indicatore più rilevante nelle procedure da sovraindebitamento, perché misura una condizione oggettiva di indigenza.
- Povertà relativa: misura invece la distanza dal tenore di vita medio della popolazione (è calcolata, per una famiglia di due componenti, in rapporto alla spesa media pro capite nazionale). Indica una disuguaglianza più che un’indigenza assoluta.
Nelle relazioni delle procedure di sovraindebitamento si utilizza di norma la soglia di povertà assoluta, perché è quella che meglio fotografa l’impossibilità del debitore di far fronte alle spese minime di sussistenza.
Come si calcola la soglia di povertà assoluta
La soglia di povertà assoluta non è un valore unico nazionale: l’ISTAT la costruisce a partire dal valore monetario del paniere di beni e servizi essenziali, che viene poi adattato in funzione di tre fattori principali:
- Composizione del nucleo familiare — numero di componenti e loro età. Il fabbisogno non cresce in modo proporzionale al numero di persone: due persone non spendono il doppio di una, perché molte spese (affitto, riscaldamento, utenze) sono in parte condivise. Per tenerne conto si applica una scala di equivalenza.
- Area geografica — Nord, Centro o Mezzogiorno. Il costo della vita, e in particolare quello dell’abitazione, varia sensibilmente tra le diverse ripartizioni del Paese.
- Dimensione del comune di residenza — area metropolitana, grande comune o piccolo comune. Anche a parità di regione, vivere in una grande città comporta in media spese più elevate rispetto a un piccolo centro.
Combinando questi tre fattori, l’ISTAT determina la soglia mensile applicabile alla specifica famiglia. Per ottenere il valore aggiornato all’anno in corso è sempre consigliabile utilizzare il calcolatore ufficiale ISTAT o le tavole pubblicate annualmente, dal momento che gli importi vengono rivalutati ogni anno in base all’andamento dei prezzi.
Come varia la soglia in base al nucleo familiare
Poiché la soglia cresce con il numero di componenti ma in misura meno che proporzionale, lo stesso reddito può collocare sopra o sotto la soglia famiglie di dimensioni diverse. Una famiglia di 3 o 4 persone avrà una soglia più alta rispetto a un single, ma il “costo per persona” risulterà più contenuto grazie alle economie di scala del nucleo.
Per il professionista questo significa che il confronto reddito/soglia va sempre fatto sul nucleo specifico del debitore — numero e composizione dei componenti, regione e tipo di comune — e non su un valore generico. Un calcolo impreciso rischia di sottostimare (o sovrastimare) la condizione di difficoltà.
Perché calcolare la soglia di povertà
Calcolare la soglia di povertà è fondamentale per valutare l’effettiva condizione economica di una famiglia o di un individuo. Nelle procedure da sovraindebitamento, il calcolo accurato della soglia di povertà può aiutare a dimostrare al giudice che la famiglia si trova in una situazione di difficoltà finanziaria, contribuendo così a aumentare le probabilità di omologa del piano nella ristrutturazione dei debiti del consumatore o di accesso all’esdebitazione del sovraindebitato incapiente.
Come esporre la soglia di povertà al giudice
Tenendo in considerazione gli elementi della situazione dei debitori come reddito mensile, spese dichiarate e ammontare totale delle rate di finanziamento gravanti sui debitori, è possibile comprendere quali siano le disponibilità economiche e le spese che mensilmente il debitore deve affrontare.
Quando si presenta la situazione finanziaria al giudice, è utile confrontare queste informazioni con i dati sulla soglia di povertà, calcolati sulla base della composizione del nucleo familiare, del territorio di appartenenza e la dimensione del comune di provenienza.
Infatti, molto spesso, è possibile notare di come i nuclei familiari siano costretti a mantenere un tenore di vita più basso a causa della situazione di sovraindebitamento in cui versano. A cause dell’indebitamento infatti, può succedere che le spese mensili effettuate dalle famiglie dei debitori siano inferiori ai parametri di povertà assoluta.
Nel caso in cui questo si verifichi, questo rappresenta un’ulteriore prova della difficoltà finanziaria in cui si trovano i debitori.
Il calcolo della soglia di povertà assoluta, e l’inserimento di questa come ulteriore prova della situazione di malessere oggettivo del debitore, è quindi una buona prassi e dovrebbe essere sempre tenuta in considerazione durante la fase istruttoria (anche perché potrebbe aiutare a determinare il tipo di procedura).
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L’utilizzo di Lexdebita facilita notevolmente il processo e consente ai gestori della crisi e agli advisor di risparmiare tempo prezioso, migliorando l’efficienza complessiva nella gestione delle procedure da sovraindebitamento.